Alle 12.45 sono sulla strada dell'hotel ad aspettare il mio amico Amandib affinché mi porti alla stazione dei bus ma non si fa vedere. Dopo 20 minuti di attesa salto al volo su un altro mezzo elettrico. Mi consola sapere che il mio amico sa dove sarò ad attendere il bus visto che mi ha aiutato lui a prenotare il bus, cosi qualunque sia il suo contrattempo spero ce la farà a raggiungermi perché lo devo pagare per le trasferte di ieri col suo tuk tuk. Sprintoso e sorridente giunge da me alle 13.20. A quanto pare una turista belga l'ha trascinato in tutti gli angoli della città questa mattina. Gli do la "paghetta", lo saluto e salgo sul bus. Accanto a me siede una signora che parla molto bene l'inglese. Facciamo passare le 4 ore di viaggio chiacchierando di ciò che ci passa per la mente. Scopro che lei è una scrittrice per una rivista del Panjab e che la sua famiglia è interamente artistica. Da un anno hanno deciso di organizzare nel loro villaggio dei workshop di arte ed espressività ai quali sono caldamente invitati anche i turisti. Poi mi parla dei suoi genitori, dell'anno che hanno passato in kenya, di quello passato in Russia, del fratello che vive negli stati uniti e del figlio che studia a Manchester. Non è per nulla una famiglia noiosa. Poi mi parla per un'ora della lingua panjabi e del fatto che alcuni suoni assomigliano all'italiano perché Alessandro Magno all'epoca romana (300 a.C. circa) è passato di qua. E poi aggiunge che anche i visi sono più occidentali. A quel punto tira fuori il suo tablet, fa scorrere centinaia di foto e ingrandisce i visi per farmi vedere i caratteri occidentali. Non è un amore sta donna?
Il panorama fuori dal finestrino è molto verde e la strada è in un ottimo stato. Ora però dovete ascoltarmi mentre inveisco contro l'autista del bus. Continua a suonare il clacson e questa non è una novità. La scoperta di oggi è che il suono del clacson assomiglia all'abbaiare acuto di un cane tra il frustrato, l'affamato e l'arrabbiato. E mentre stanca non ne posso più del suo suono che mi fa sussultare sul sedile ad ogni colpo (perdo alcune parti dei discorsi della signora Poonam), l'autista sembra avermi sentita telepaticamente e cambia il suo suono dandogli una melodia circense!?! O no... non è per niente meglio!!!
Il viaggio giunge al termine e attraversiamo la città di Chandigarh. L'autista mi scarica come d'accordo al parcheggio 43 (la città è suddivisa in blocchi) solo che non mi lascia davvero al terminal ma su un marciapiede lontano 1 blocco. Il padrone dell'hotel mi aspetta al terminal e io ci devo arrivare. Prendo un tuk tuk, arrivo alla stazione ma è immensa e non so che faccia abbia Suraj. Chiedo al ragazzo del tuk tuk se posso telefonare ma lui mi fa segno di no. A beh... andiamo bene. Per fortuna a Chandigarth tutti dovevano essere cosi ospitali! A chi chiedo un telefono? Faccio prima a rivolgermi al negozio di dolciumi, che guarda caso ha anche 1 telefono. Chiamo Suraj e nel mentre lui mi avvista davanti al baracchino. È un uomo estremamente ammodo e gentile. Mi mette subito a mio agio e si occupa di rendere il mio soggiorno memorabile. Non è adorabile? Assomiglia molto al mio amico Surat di nuova Delhi (conosciuto tramite Stefy 2 anni fa) L'hotel è bellissimo, la camera pulita e spaziosa e la cena che mi preparano dopo una bella rinfrescata è deliziosa. Mangio riso e pollo in salsa masala bella speziata. Che fame, è tutto il giorno che non mangio! Non trovavo i ristoranti ad Amritsar e per strada non mi andava di mangiare. Ora mi godo la mia bella stanza!
Il panorama fuori dal finestrino è molto verde e la strada è in un ottimo stato. Ora però dovete ascoltarmi mentre inveisco contro l'autista del bus. Continua a suonare il clacson e questa non è una novità. La scoperta di oggi è che il suono del clacson assomiglia all'abbaiare acuto di un cane tra il frustrato, l'affamato e l'arrabbiato. E mentre stanca non ne posso più del suo suono che mi fa sussultare sul sedile ad ogni colpo (perdo alcune parti dei discorsi della signora Poonam), l'autista sembra avermi sentita telepaticamente e cambia il suo suono dandogli una melodia circense!?! O no... non è per niente meglio!!!
Il viaggio giunge al termine e attraversiamo la città di Chandigarh. L'autista mi scarica come d'accordo al parcheggio 43 (la città è suddivisa in blocchi) solo che non mi lascia davvero al terminal ma su un marciapiede lontano 1 blocco. Il padrone dell'hotel mi aspetta al terminal e io ci devo arrivare. Prendo un tuk tuk, arrivo alla stazione ma è immensa e non so che faccia abbia Suraj. Chiedo al ragazzo del tuk tuk se posso telefonare ma lui mi fa segno di no. A beh... andiamo bene. Per fortuna a Chandigarth tutti dovevano essere cosi ospitali! A chi chiedo un telefono? Faccio prima a rivolgermi al negozio di dolciumi, che guarda caso ha anche 1 telefono. Chiamo Suraj e nel mentre lui mi avvista davanti al baracchino. È un uomo estremamente ammodo e gentile. Mi mette subito a mio agio e si occupa di rendere il mio soggiorno memorabile. Non è adorabile? Assomiglia molto al mio amico Surat di nuova Delhi (conosciuto tramite Stefy 2 anni fa) L'hotel è bellissimo, la camera pulita e spaziosa e la cena che mi preparano dopo una bella rinfrescata è deliziosa. Mangio riso e pollo in salsa masala bella speziata. Che fame, è tutto il giorno che non mangio! Non trovavo i ristoranti ad Amritsar e per strada non mi andava di mangiare. Ora mi godo la mia bella stanza!
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