Alle 5 suona la sveglia ma il quartetto si gira dall'altra parte del letto e continua a dormire. La sveglia la sento ma mi concedo ancora qualche secondo nel letto e risprofondo nel pieno del sonno. Alle 6 mi sveglio di colpo e chiamo gli altri dormiglioni. In 5 minuti ci prepariamo e siamo fuori dalla gher al buio con la pila frontale. Percorriamo la nera steppa per 20 minuti e poi ci arrampichiamo sulle dune per 40 minuti ancora. Il cielo si fa meno scuro, uno spiraglio di rosa - arancione squarcia il cielo all'orizzonte. Alle 7.30 siamo praticamente in cima al cucuzzolo di sabbia e il sole fa capolino inondando di luce dorata la steppa, le dune e il nostro viso. Regna la pace e la natura ci accoglie. Cerco un po' di solitudine e la trovo qualche centinaio di metri più avanti. L'energia fluisce ed una nuova calma invade il mio cuore. Ringrazio il creato e le varie energie positive per avermi dato la salute e la felicità. Mi basta salire su questa montagna di sabbia per percepire la vastità del mondo e sentirmici sul tetto. Che sensazione meravigliosa! Le gambe ci riportano a valle non senza aver giocato come dei ragazzini sulle dune e poi alla nostra casetta mongola. Trasportiamo il tavolino nella steppa dunosa e colazioniamo al sole desertico. È un momento molto bello e speciale. Stiamo aspettando i cammelli per goderci una bella cavalcata ma nonostante le gesta del nostro autista, non si vedono. Quindi che facciamo?Avremmo bisogno di una quindicina di minuti per farci capire dal nostro amico, ma in realtà diventano ore. Siamo quasi rassegnati quando all'orizzonte si avvistano delle gobbe ondeggianti pelose; i nostri cammelli stanno arrivando. Noi 3 donne facciamo una bella cavalcata sulle dune in compagnia del camel man (marlboro style), mentre gli uomini stanno all'accampamento e si concentrano a parlare di auto e di meccanica. In quale lingua? In Mongol-schwizari. La cammellata dura un'oretta e ci regala molti momenti belli e divertenti. Al rientro ci rifocilliamo e ci rimettiamo al volante. Percorriamo chilometri e chilometri di deserto e di steppa senza incrociare anima viva. Il rally mongolo non ci dà tregua e ci porta a destinazione per le 20. Lungo la strada ci accostiamo per vedere dei cavalli, una pozza d'acqua sulfurea, degli animali simili al camoscio. Il panorama è vasto ed infinito, colmo di colori e di emozioni. La lingua di sabbia si va perdendo e cede il passo ad un canyon di rocce rosse, che al tramonto si tingono di arancione sotto i nostri occhi.
Mongolia è sinonimo di distese a perdi vista e le yurta sparpagliate qua e là donano umanità alla pianura. Ma il deserto?Come mai siamo dinnanzi a tanta vegetazione nonostante ci troviamo in mezzo al deserto?Decidiamo che quando avremo connessione cercheremo la vera definizione di deserto. Sicuramente ha a che fare con il clima e la quantità di piogge annue.
Mongolia è sinonimo di distese a perdi vista e le yurta sparpagliate qua e là donano umanità alla pianura. Ma il deserto?Come mai siamo dinnanzi a tanta vegetazione nonostante ci troviamo in mezzo al deserto?Decidiamo che quando avremo connessione cercheremo la vera definizione di deserto. Sicuramente ha a che fare con il clima e la quantità di piogge annue.
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