Alle 9 del primo giorno di viaggio verse le distese meridionali ci sediamo sulla jeep e partiamo verso mete sconosciute. Il nostro itinerario prevede la visita di bellezze naturali dai nomi improponibili. Ci sforziamo tutti molto per memorizzare il percorso, ma sembra una fatica inutile. Il nostro autista ahimè non parla neanche una parola di inglese e come ben sapete noi non parliamo più di 3 parole in mongolo (andiamo, cavallo, si/no e sole). Ce la caveremo? Ma certamente... basta parlare in "Schwizerdütsch" come fa Simon il copilota e gesticolare un po'.Il nostro autista per fortuna è simpatico e ridiamo un sacco con lui; però guida attraverso le steppe ad una velocità folle e sembra che ci "cappottiamo". Chiudiamo gli occhi e speriamo vada tutto bene. Subito dopo la partenza ci dirigiamo verso un piccolo gruppo di montagne e facciamo una camminata di un'oretta. La seconda meta della giornata è la valle delle aquile, ma chiaramente noi di aquile volare non ne abbiamo vista nessuna. In compenso abbiamo camminato per 2 ore lungo un canyon di montagne, torrenti e vegetazione. Non appare per niente una zona desertica. Prima di camminare però mangiamo un panino al volo e ci idratiamo. Ad un certo punto il caro Simon si gira verso di noi e ci dice:"vi ricordate di Globi??". E noi... Globi chi?? Lui ci risponde l'uccello blu della nostra infanzia! A me non dice nulla, ma poi quando Martina descrive il suo cappello e le braghette a quadretti mi viene in mente (non so se in Italiano si chiama diversamente). E in quel momento è partito il tormentone del viaggio:"Globi nel Gobi". Ridiamo come dei pollastri per ore. Dopo aver fatto la camminata ribattezzata da noi "valle dei porcellini d'India (ne vediamo tantissimi), riprendiamo la jeep e ci dirigiamo alla guesthouse. L'autista si ferma e inizia a farci un grande discorso nella sua lingua madre mongola. Noi ovviamente non capiamo nulla. Percepiamo che ci sono due opzioni tra cui scegliere ma non capiamo davvero di cosa si tratta. Chiamiamo la responsabile del tour che ci delucida la situazione:possiamo andare alla guesthouse a 30 minuti dalla valle oppure viaggiare ancora 5 ore ed andare nella parte desertica delle dune. Optiamo per la seconda e ripartiamo a grande velocità. Percorriamo le meravigliose steppe e la vegetazione lentamente cambia, cedendo il passo alle dune e alle montagne. Le dune della parte desertica in cui siamo corrono accanto a noi per 185 chilometri. Incrociamo cammelli, pecore, capre, yak, mucche, lucertole. Il cielo da limpido si trasforma velocemente in nuvoloso e poi piovoso, regalandoci un arcobaleno da favola. La luminosità rende la steppa brillante. Le gher o yurta spuntano qua e là sporadicamente come fossero funghetti mongoli. Questa sera passeremo la prima notte a dormire in una di esse dopo esserci cucinati una buona pasta. Non abbiamo la forza per salire le dune e ammirare il tramonto, ci concederemo l'alba domattina.
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