Martedi mattina Percy ci viene a svegliare alle 4.50 per portarci in barca ad avvistare gli uccelli. Il cielo si schiarisce tingendosi di azzurro, rosa e poi giallo. In realtà non mi interessa molto vedere milioni di uccelli in miniatura dai nomi indecifrabili, a me piace stare nella barchetta e scivolare sul fiume Gamboa. Quando la guida parla non gli presto molta attenzione, il mio cervello è ancora frastornato dal sonno interrotto bruscamente. Per evitare che le zanzare ci pungano siamo coperti fino al collo e siamo totalmente spraiati da far venire quasi la nausea dal forte odore. Il caldo delle 7 inizia già ad essere fastidioso e il sudore scorre implacabile. Il primo giorno che ho passato a Leticia la temperatura era freschina di sera e vivibile di giorno. Il secondo giorno faceva un caldo opprimente ed i giorni a seguire la canicola amazzonica ha ucciso ogni mia riserva di liquidi . Alle 8 torniamo all'hotel a fare colazione (uova, toast, banane e papaya). Ci rilassiamo un attimo e poi saltiamo nuovamente sulla barca e questa volta ci tocca remare. Su una barca ci sono i "gringos", sull'altra i docenti colombiani pazzi scatenati. Scatta la gara e ci uccidiamo dalla fatica e dalle risate. Stare con loro scatena ilarità generale e non possiamo smettere mai di prenderci in giro e di ridere. La fatica ci porta a qualche chilometro dalla base dove dovremmo pescare. Cosa? Pescare Eloisa! Ah beh... Ma potrebbe essere divertente. Scendiamo dalla barca e ci piazziamo intorno alla pozza di acqua dove dovremmo recuperare il nostro pranzo. July la colombiana pesca un pesce dietro l'altro e si diverte un mondo mentre io non pesco una cippa di niente. Mi impegno e ci metto ogni molecola del mio corpo per tenere il bastoncino nel modo corretto e fare abboccare i pesciolini. Se cibarsi dipendesse da me staremmo a bocca asciutta! In questo viaggio ho capito che il cavallo e la pesca non sono i miei sport-hobby. Alcuni compagni hanno successo mentre altri finiscono l'attività di pesca frustrati come me. La guida prova pena per noi e ci porta lungo il fiume in mezzo alla vegetazione dove dovrebbe essere più facile ma a quanto pare la sfiga ci perseguita. Torniamo all'hotel e ci piazziamo a tavola. Il pesce che ci viene servito in un primo momento non è il nostro, ma poi ci fanno la gentilezza di cucinarci i nostri 5 squallidi pesce. Hehe... sono buonissimi! La giornata si sta per concludere e siamo tutti molto tristi all'idea di separarci. E perché non ci diamo appuntamento all'ora di cena? Detto, fatto. Alle 18.30 ci troviamo in un baretto situato al lato del parco cittadino e mangiamo crepe di tapioca accompagnate da succhi di frutta e da un liquore locale simile alla grappa. Alle 20.30 ci spostiamo in un locale musicale e ci scateniamo come dei pazzi ballando latino fino alle lacrime e fino alla chiusura. Ci voleva! Che gioia!
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