Stamattina prendiamo il bus alle 9.30 fuori dal nostro ostello e in pochi minuti arriviamo al parcheggio dove si diramano i vari sentieri. Io occupo uno spazietto posteriore nel bus e i ragazzi accanto a me infelicemente si devono schiacciare uno con l'altro. Immaginate che effetto sardina ci sia con 40 gradi all'ombra! Oggi percorriamo il sentiero poco battuto delle 9 pietre. Ogni 300 metri ci imbattiamo in una grossa pietra che simboleggia un guerriero dell'epoca antica. In seguito ad un'irta salita sbuchiamo sulla piattaforma quadrata di una vista panoramica sul mare, sulle montagne e sulla spiaggia. Affrontiamo la discesa e incontriamo la spiaggia appena menzionata. La seguiamo nonostante il pericolo alto di sfidare un caimano e a metà del percorso decidiamo di tornare sui nostri passi perché fa molto caldo e non abbiamo la sicurezza di poter proseguire oltre la spiaggia. Camminiamo su alcune passerelle e giungiamo alla partenza del sentiero. Ma la piscinetta dov'è? Siamo un po'confuse ma non ci scoraggiamo. Vogliamo trovare una spiaggia dove poterci rilassare e fare il bagno. Chiediamo informazioni e le seguiamo alla lettera. Vaghiamo un po' e alla fine troviamo la strada da seguire. Ci inoltriamo nella vegetazione del resort di lusso e dopo aver passato la spa dell'hotel e il suo ristorante finalmente leggiamo il cartello che dice "piscinita". Facciamo subito amicizia con il custode della spiaggia che ci offre liberamente una sdraio del resort. La mamma di sdraia all'ombra di una caverna fatta di foglie e rami ed io di fianco per terra. Io amo sentire il suolo e sempre mi siedo o mi sdraio per terra. Faccio il bagno più di una volta ma la forte corrente non mi permette di divertirmi liberamente in acqua. Mi siedo quindi a lato di una grande roccia con le gambe in acqua e mi rilasso meditando. La quiete dura poco e un giovane uomo si avvicina e inizia una conversazione. Mi racconta che fa il regista, che gira il mondo, parla un sacco di lingue ed è un personaggio bizzarro aggiungo io. Parla senza sosta e alla velocità che si è avvicinato si dilegua. Che strano incontro. Esco sal mio rifugio tra le rocce e vado ad ordinare ceviche. Appena è pronto mi siedo ad un tavolo con il custode ed il bagnino che mi fan compagnia mentre pranzo. Terminato di mangiare li ringrazio cordialmente e ritorno da mamma. Mi sdraio per qualche minuto al sole che ha fatto finalmente capolino da dietro le nuvole. Sento il rumore di una barca e curiosamente osservo da dove viene e chi sbarca. L'imbarcazione si scontra con le onde che l'autista non riesce ad evitare creando il panico tra i passeggeri. Vedo un signore saltare giù a terra gesticolando, tentando di aiutare ad evacuare la barca. Osservo la mamma e le dico:"guarda chi è arrivato?". Lei non capisce e io le indico il signore con indosso i pantaloni verdi e la maglietta azzurra. Le faccio notare che è il pazzo messicano Pepe con cui abbiamo chiacchierato a Cartagena nel nostro hotel. Corriamo a salutarlo ed insieme a lui e alla sua fidanzata venezuelana ci dirigiamo a prendere il bus.
Ero in un mood meditativo oggi, ma le circostanze non mi hanno permesso di approfondire i miei pensieri erranti. Il posto era bello e suggestivo ma sono stata distratta troppe volte e ho perso il filo.
Nessun commento:
Posta un commento