Siamo al piano terra con le valigie pronte per essere caricate sul taxi e un'ombra di malinconia mi attraversa il viso. Il personale dell'hotel ci ha accolte con calore e gentilezza, è difficile dire addio ad un ambiente tanto accogliente. Alvaro ci lascia il contatto di un suo conoscente di Cartagena che lavora con i turisti. Diamo un'ultima occhiata al nostro nido di Bogotà e saliamo sul taxi giallo. L'autista è un giovane uomo della capitale con il quale ci intratteniamo in una lunga conversazione a proposito delle lingue. In meno di mezz'ora arriviamo all'aereoporto e procediamo velocemente con il check in. Nessun intoppo disturba la nostra tratta di volo e alle 12.30 atterriamo nella città coloniale caraibica. Appena messo un piede fuori dall'areo un'aria calda mi invade come un tornado. Mi ero quasi abituata al freschino di Bogotà che già mi devo di nuovo adattare al caldo cocente del nord della Colombia. La via verso l'hotel è facile e rapida e veniamo accompagnate da un taxi ufficiale. L'hotel si trova nel centro storico, di fronte alla piazza della corrida. L'intonaco della casa è blu intenso come il lago Nahuel Wuapi di Bariloche. Bussiamo alla porta ed una signora si fa avanti e ci apre l'uscio. La stanza è già pronta, possiamo già accomodarci. La fortuna vuole che il nostro appartamento a due piani è dotato di una televisione a schermo piatto che ci permette di vedere la finale di champions league dal letto con l'aria condizionata accesa. La partita è un insieme di belle azioni e di magnifici gol. Terminato il match usciamo in strada per trascorrere le seguenti ore ad ammirare i magnifici balconi delle case coloniali. I colori pastello dominano la città e i fiori troneggiano vistosamente. Per le strade viaggiano veicoli a motori e carrozze. In piazza si sta svolgendo uno sposalizio e l'atmosfera è particolarmente calda e festosa. La città è attorniata da lunghe mura che difendevano la città dagli attacchi dei nemici. Oggi si possono percorrere a piedi per ammirare il mare e il tramonto. Mi bastano poche ore per innamorarmene perdutamente. Mi ricorda molto San Salvador di Bahia con la sua popolazione di origine africana e la musica per le strade. I carretti per le vie vendono frutta e arepa. Il caldo è soffocante ma camminare in città tra le anguste viuzze è facile perché ci troviamo in ombra. La sera andiamo a cena in una cevicheria e ci strafoghiamo di pesce. Piatti squisiti. È sabato e la vita per le strade di Cartagena è molto intensa. Gruppi di ragazzi si riuniscono in piazza e passano del tempo insieme cantando e ballando. Lungo la carreggiata per rientrare in hotel vediamo un gruppo formato da 5 giovani che camminano animatamente davanti a noi. Sono vestiti di jeans e con magliette bianche o nere. Uno di loro porta a tracolla una cassa che emette musica giovanile. Uno alla volta iniziano a reppare, improvvisando! Sono una forza della natura e davvero bravi! Ci fermiamo in una piazzetta ad ascoltare una ragazza suonare e poi rientriamo a casa e andiamo a dormire.
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