Partiamo per la fine del mondo... io la chiamo così perché raggiungeremo la punta più a nord dell'America latina (punta Gallina) e per arrivarci si deve noleggiare una 4×4 e percorrere il deserto della regione della Guajira. Alle 8.30 siamo sedute sull'auto e partiamo alla volta della costa per visitare la salina di Manaure. Passiamo di fianco alle pozze bianche di accumulazione del sale e dopo una rapida occhiata proseguiamo oltre. La seconda fermata ha luogo nella città di Uribia. Osserviamo la gente nella piazza fare affari, i furgoni caricare gente e prodotti di tutti i tipi, i tuk tuk in cerca di clienti, ecc. Ci sediamo su un muretto e mentre seguiamo con gli occhi le scene della cittadina una donna si avvicina a me e si siede. Porta un abito lungo giallo-beige e bianco e un fazzoletto bianco sulla testa per proteggersi dal sole. Mi racconta che viene dalla parte alta della Guajira e che ha 4 figlie femmine e moltissimi nipoti. Mi parla della povertà della gente e della fame. Arriva la nostra jeep, la saluto e se ne va. Amo essere di nuovo attorniata dalla vita di campagna, deserto e dalle piccole popolazioni. Mi mancava vedere le aggregazioni familiari come in Nepal e in India. Quando passiamo tra i cactus del deserto con il fuoristrada incontriamo i bambini a bordo strada a chiedere cibo e acqua o a sbarrare la strada con una catena in cambio di qualche leccornia. Sto parlando del popolo Wayuu, residenti della zona della Guajira. Le strade asfaltate che seguiamo sono molto poche, la maggiorparte sono sterrate, sconnesse e tra la desertica vegetazione e i villaggi. Dopo 180 chilometri arriviamo al villaggio di Cabo de la Vela costruito in bamboo a pochi metri dal mare. L'acqua è calma e di un azzurro molto bello. Pranziamo rapidamente e ci spostiamo in auto a Pilon de azucar. L'insenatura ospita una spiaggia molto bella dove i nostri compagni di viaggio si sdraiano sfruttando il mare. La mamma ed io decidiamo di salire la montagnetta sacra. La mamma si ferma a metà e si riposa all'ombra di un gazebo in bamboo ed io cammino fino alla cima. La vista mi lascia senza fiato. Alla mia sinistra un lembo di terra dorato si tuffa nelle azzurre acque caraibiche. Dinnanzi a me all'orizzonte si vede una distesa consistente di sale che si mescola con la rossa terra. A destra c'è la spiaggia in tutto il suo splendore. La pace che regna in questo luogo mi droga l'anima e seduta con le gambe incrociate su un sasso piatto ringrazio l'universo con le lacrime agli occhi. Altri 2 ragazzi si trovano sul cucuzzolo con me ma sono molto silenziosi e non disturbano i miei attimi meditativi.
Il tempo passa e arriva l'ora di scendere dall'olimpo e di unirsi agli altri. Saluto il mio angolino e scendo a valle. Ci spostiamo ad un'altra spiaggia chiamata ojo de agua e dopo una camminata esplorativa ci sdraiamo in spiaggia a riposare. Alle 17.30 andiamo al faro ad assistere al tramonto. Le nuvole coprono il cielo ma la rifrazione rossa, rosa e gialla non tarda a sbucare. A volte il cielo limpido può sembrare più affascinante ma non lo è per forza. Torniamo ai nostri alloggi, ceniamo, ci concediamo un drink in spiaggia e la festa continua con balli in spiaggia e tanta gioia. La spensieratezza e la leggerezza.
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