martedì 6 giugno 2017

Cenerentola colombiana

Piove che Dio la manda e noi ci fermiamo in un baracchino lungo la strada per comprare uno snack e per andare in bagno. Scendo i 3 scalini e vedo 2 bagni aperti e due ragazzi in coda. Gli faccio segno se stanno aspettando il bagno e mi indicano una bambina. La guardo e mi colpisce come un pugno in faccia lo strofinaccio che tiene in mano. Entra in uno dei due bagni e si mette a strofinare il pavimento energeticamente. Porta una maglietta rosa, dei pantaloni bianchi sporchi di terra e bagnati e dei sandaletti aperti. Il suo viso da bambina fa a botte con gli orecchini che porta e con l'atteggiamento da donna adulta. Strofina i pavimenti da molto tempo, lo si vede da come lo fa. 


I suoi boccoli neri svolazzano in giro ai colpi decisi della scopa. Vorrei prenderla in braccio, vorrei darle calore, vorrei poterla togliere da quella vita ingiusta. Esco dal bagno e mi chiede 1000 pesos colombiani. Glieli do e poco dopo la sua scopetta sta per cadere e io la fermo al volo e la rilancio alla piccolina con un colpetto divertente. Si mette a sorridere e a ridacchiare... la sua spontaneità non è andata persa per fortuna, ma non è un sollievo. I suoi occhi non li dimenticherò mai. Risalgo sul bus con il cuore pesante come un macigno e scrivo sconvolta la mia piccola catarsi. 

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