Consumiamo la colazione in cortile su un tavolo di vetro posizionato di fianco ad un bellissimo arco e di fronte all'edera rampicante che dona un tocco di verde ed allegria alla nostra mattinata. Poi corriamo in agenzia a prenotare il trasferimento di domani al parco nazionale Tayrona. Per poter uscire dall'agenzia soddisfatte dobbiamo porre un sacco di domande al ragazzo di turno e ottenere delle risposte esaurienti riguardo al metodo da seguire per poter ottenere il biglietto di entrata al parco su internet. Dopo circa 45 minuti con i dubbi ormai dissipati rientriamo nella fresca camera d'hotel e procediamo con le varie prenotazioni. A mezzogiorno ho già il cervello detonato ma perlomeno è tutto riservato per i seguenti 3 giorni. Rimangono due questioni pendenti: andare al supermercato e comprare un chip telefonico colombiano. Al supermercato ci spiegano che strada seguire per andare al negozio della linea telefonica "claro". Ci impieghiamo 10 minuti ed arriviamo a destinazione. La visita all'ufficio da i suoi frutti e una volta terminate le faccende burocratice ci avventuriamo sulla collina dove c'è un castello arroccato: San Felipe de Barajas. Godiamo della magnifica vista sulla città di Cartagena e ci addentriamo in alcuni cunicoli. La fortezza è stata costruita nel 1657 per difendere la città dagli attacchi inglesi e francesi che volevano rubare le ricchezze spagnole saccheggiate ai locali e pronte per essere caricate sulle navi alla volta della Spagna.
Lungo la strada verso il centro storico deviamo verso il quartiere Getsemanì per osservare altre vie dalle case colorate e piazze tipiche. Ci sediamo su una panchina all'ombra di un albero e la mamma parla con un ragazzo a proposito della Colombia e della sua cucina. Io ne approfitto per fare un giro per la piazza scattando fotografie suggestive. Ci troviamo nel pieno della sauna pomeridiana e il sudore scorre da ogni poro. Mi sento accaldata e prosciugata. Ci incamminiamo verso la piazza dell'orologio e approfittiamo delle vie all'ombra per tirare il fiato. Ci infiliamo in un localino e beviamo un succo di frutta atomico che ci riequilibri il livello di liquidi corporali. Felici e rinfrescate rientriamo in hotel per la siesta pomeridiana. La città è molto calda ma il suo carattere ed ambiente ci ha rapito il cuore. Io ne sono già follemente innamorata e non passa un istante senza che mi ricordi con molto affetto San Salvador de Bahia. Che posso dire? È una città romantica che pulsa di energia, arte e musica. Le carrozze che girano per le vie adornate di fiori sembrano le gondole di Venezia. La sera usciamo a cena e a salutare la città perché domattina viaggiamo al parco Tayrona. Abbiamo scelto un ristorante vegetariano-giapponese e i piatti sono ottimi. Dopo aver mangiato camminiamo per la città e ci sediamo in un parco ad ascoltare e ad osservare balli tipici di questa area della Colombia(Mapale). I ragazzi ballano muovendo tutto il corpo come degli indemoniati al ritmo delle percussioni. I loro movimenti sono pazzi e magnetici e non riesco a togliergli gli occhi di dosso. La serata è molto calda e tanto allegra, mi regala molta felicità e vado a letto con la musica africana che batte nel mio cuore e l'immagine dei balli da urlo.
Nessun commento:
Posta un commento