Dopo la colazione usciamo in strada e ci dirigiamo all'appuntamento con Andres sulla calle 3. Lungo la strada ci fermiamo a fare rifornimento di acqua e a cambiare i dollari in pesos colombiani. Di fronte allo stabile Alianza francesa ci aspetta il mio amico. Ha portato con sé la mamma super giovane per farcela conoscere e per passare una simpatica giornata tutti insieme. Saliamo in macchina e partiamo alla volta del nord. Il traffico in uscita è a dir poco congestionato ma da buon colombiano Andres non perde la calma. Impieghiamo 45 minuti ad arrivare al casello di uscita dal centro e altrettanti 45 per raggiungere la città di Zapaquirà famosa per le miniere e la chiesa di sale . Arrivate sul posto facciamo la coda alla biglietteria e dopo aver dato appuntamento ad Andres e a sua mamma alle 14 ci dirigiamo all'entrata dell'attrazione di sale. Attendiamo che si formi il gruppo per poter procedere con la visita. La nostra guida è molto preparata e parla molto, solo che ha una parlantina veloce e molti dettagli ci sfuggono. Il tunnel che ci conduce dall'entrata alla chiesa di sale è una via crucis di 12 rappresentazioni sacre. Ad ogni stazione si trova una cappella formata da una croce in sasso e da alcuni altarini e poccoli inginocchiatoi in marmo. Sotto la croce sono posizionate alcune fosse ed ostacoli che simbolizzano la sofferenza. Procedendo di cappella in cappella la croce è sempre più interrata perché la vita di Cristo sta per finire. Le pareti del cunicolo sono ricoperte di sale bianco ingrigito. Una volta terminato il tunnel entriamo in una cupola illuminata di azzurro. Il tetto incurvato assomiglia ad un planetario. Abbassiamo la testa e dopo aver percorso un piccolo e corto tunnel arriviamo ad una terrazza che regala la vista sulla navata centrale della chiesa (costruita nel 1991). Un grande angelo con la tromba in bocca troneggia al nostro lato sinistro. Scendiamo poi di 100 metri e arriviamo alla chiesa. In fondo si erge una grande croce con davanti un altare. I banchi di legno sono allineati come in una qualsiasi chiesa. Terminiamo il percorso turistico con la visione di un filmato in 3 D sulla storia della chiesa in sale e con un gioco di luci altamente kitch. Non rimane altro che passare accanto a tutte le bancarelle di souvenirs(in particolare gioielli con smeraldi molto preziosi) e risalire in superficie. Ritroviamo i nostri anfitrioni e andiamo a pranzo tutti insieme. La casa "sol y gallina" ci propone un piatto a base di manzo e maiale alla griglia accompagnato con la banana fritta, patate, e altri contorni di cui ho dimenticato il nome. Il ristorante è molto carino e il cibo discreto. Nel pomeriggio passiamo un'oretta in auto per giungere ad un paesino chiamato Guatavita. Per arrivarci costeggiamo un lungo lago dominato sa una isoletta al suo centro. Tutto intorno al lago vive una rigogliosa vegetazione chiamata Sabana. Il paesino che visitiamo è costituito da casette bianche in stile marittimo. Vediamo meravigliose bougainville e suggestive piazze. Beviamo un tè e ci rimettiamo per strada per affrontare il viaggio di ritorno a Bogotà. Il traffico è molto peggiore di quello del mattino e arriviamo all'hotel dopo ben 2 ore di viaggio.
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