Domani la mamma vola a casa, quindi è il nostro ultimo giorno insieme. Iniziamo la giornata con la solita deliziosa colazione in terrazza ed usciamo a scattare qualche ultima fotografia del centro storico. Le saracinesche sono tutte abbassate in quanto è un giorno di festa. Le bancarelle sono coperte da grossi teloni di plastica e infagottate per evitare i furti notturni. La strada è triste: puzza, è sporca e abitata da giovani e vecchi indigenti. Mi invade un senso di vuoto e inadeguatezza. Mi trovo nella mia bolla da alcuni giorni e fatico a scrollarmi di dosso questo senso di spossatezza e bassa energia. Abbiamo corso tanto in queste ultime settimane: ritmi sostenuti, tanti trasferimenti in bus e aereo, tanti stimoli. Sono mentamente stravolta e ho bisogno di un po'di riposo. Sono abituata a viaggiare con più calma e tranquillità. Terminiamo il giretto il centro comprando una borsetta che devo riempire con alcuni oggetti e vestiti che la mamma porterà con sè alleggerendomi il sacco. Decidiamo di prendere il metro e andare a visitare il cerro Nuritiba. Camminiamo lungo i vari marciapiedi e poi prendiamo la scala per salire al punto panoramico. Ci sono tanti sportivi a piedi ed in bici che occupano la giornata di festa in onore della salute. In cima alla collina troviamo la ricostruzione di alcune case in stile "paisa" e delle bancarelle. La vista sulla città è impressionante. Ci riempiamo gli occhi con questa città immensa e avvolgente. Torniamo sui nostri passi e con la metropolitana ci spostiamo a sud di qualche fermata. Devo assolutamente farmi depilare prima di andare in amazzonia altrimenti da lì non mi lasciano più venire via viste le gambe pelose da scimmia. Il quartiere in cui si trova la spa è residenziale e ricco e nel momento in cui metto piede nell'edificio rimango a bocca aperta dallo stupore. L'ambiente è rilassante e favoloso. Ci troviamo in un'ampia casa con un giardino grande e bello. Il servizio è squisito e la ragazza che si occupa di me si chiama Viviana e fa un ottimo lavoro. Nei miei anni di viaggio è decisamente la migliore ceretta di sempre, evviva! Mi sento di nuovo donna, che sensazione di pace! Sono solo le 15 perciò proseguiamo il giro tornando al centro storico dove saliamo sul tram che ci porta nel quartiere di Buenos Aires. Le case sono colorate e i graffiti ne fanno da padrone. La gondola di collegamento ci conduce in cima alla regione "oriente" da cui si gode di una vista piacevole. Le nostre pance borbottano e ci convincono a pranzare-cenare alle 17. Qualche sera fa abbiamo scovato un ristorantino che cucina piatti tipici e ci piacerebbe andare li. Detto fatto ci ritrovamo davanti alla sua porta dipinta di rosso. Saliamo e ci accomodiamo ad un tavolo dalla tovaglia bianca, la prima che incontro nel mio viaggio colombiano. Salame, carne, e tante ricette tipiche allietano il nostro palato in quella che è la nostra ultima cena insieme in Colombia. E non può mancare un cocktail in terrazza per dire addio alla città di Medellin. Anche oggi abbiamo avuto la fortuna di chiacchierare con alcune persone "paisa"(di Medellin) e di scoprire un po' di più della cultura colombiana. Come vive la gente? Cosa mangia la gente? Qual'è il grado di sviluppo della regione? Il sole ci ha baciate nel corso del pomeriggio e ci ha regalato l'ultimo bel ricordo di questa città dai tanti volti.
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