Sono sdraiata su un'amaca verde posta tra 2 alberi in giardino e ripenso alla giornata di ieri di ingresso al parco e a quella di oggi di cammino nella natura. Ieri abbiamo viaggiato 5 ore in bus per spostarci da Cartagena ad El Zaino, la entrata del parco nazionale Tayrona. La strada è stata impegnativa perché un forte acquazzone ci ha inondato la via, i finestrini e l'interno del bus. Avevamo paura di dover scendere dal bus all'entrata del parco con la pioggia e il vento ed invece a pochi chilometri dalla destinazione il sole ha inondato il cielo lottando contro le nuvole. Appoggiamo i nostri bagagli sul marciapiede e procediamo a passo spedito fino al cancello d'entrata. Io ritiro i biglietti e vengo sottoposta ad un'accurata perquisizione mentre la mamma passa indenne fischiettando. Che mafiosa! Saltiamo su un piccolo bus e ci facciamo lasciare all'ostello Jasayma. Una ragazza molto gentile ci dà il benvenuto, ci prepara un succo fresco di mandarino e poi ci mostra la nostra stanza. I nostri vestiti sono sudati e umidi; necessitiamo di una doccia al più presto. La amaca mi rapisce più volte durante la serata e dopo cena mi rapirà per ascoltare i grilli e ammirare le magiche stelle. A tavola ci sediamo con due donne francesi e con una famiglia di Bogotà. Ci preparano una squisita cena e oltre al cibo gustiamo pure la compagnia colombiana accanto a noi.
Durante la notte i grilli e gli insetti non smettono di cantare tenendoci compagnia mentre noi siamo infagottate nella nostra zanzariera del letto.
Stamattina la luce del giorno sveglia il nostro corpo abbastanza presto, in questi posti si segue il ritmo della natura. Prima di alzarci attendiamo però le 8. La colazione non è pronta e i ritmi nel prepararla sono decisamente colombiani. Frutta, succo, uovo e toast con marmellata. Sembra tutto in regola per poter camminare parecchio oggi. Alle 9.15 siamo in strada ad aspettare un piccolo bus che ci porti al parcheggio da cui parte il sentiero delle spiaggie. Felici ed entusiaste iniziamo il cammino che in 2 ore e 30 ci porterà a visitare la spiaggia di Arrecifes, quella di piscina, e la magica costa di Cabo San juan de Guia. Il sentiero è un saliscendi di terra e radici di bassa-media difficoltà, ma con il caldo umido che fa tutto si complica. La vegetazione che incontriamo è alta e tropicale e costellata di palme. I punti panoramici dei primi 50 minuti sono molto belli e regalano una interessante vista sulle spiaggie di sabbia bianca. Il cielo è colmo di nuvole e non regala una luminosità adatta ad apprezzare i colori caraibici. Verso mezzogiorno le nuvole vengono spazzate via e la spiaggia di Cabo San Juan ci mostra tutto il suo splendore. Trangugio non so quanti litri di liquido e salgo alla capannetta posta su una collina ad osservare le spiaggie sottostanti. Poi faccio il bagno e prendo il sole. Dopo qualche ora non ci rimane che ripercorrere il sentiero e tornare al'ostello prima che il parco chiuda. La mamma cammina molto bene e sembra non stancarsi troppo. Prendiamo una deviazione che ci evita un saliscendi e seguiamo la via dei cavalli. Ora sono di nuovo sull'amaca ad assaporare le ore magiche di oggi in tutti i suoi ricordi. Le foto le posterò non appena avrò una connessione internet stabile.
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