Sono partita per Puerto Nariño con la barca ieri mattina come un cane randagio e sono tornata dopo soli due giorni fiorita come la foresta amazzonica. Ho cercato di lasciare fluire le emozioni e le preoccupazioni nel letto del fiume amazzonico dove abbiamo navigato io e José accompagnati da una farfalla meravigliosa nera e arancione che svolazzava rapida e felice. Ritornare alla natura mi fa sempre bene, Medellin mi stava fagocitando. Ossigeno nel polmoni ed energia al cervello. Giovedi mattina prendo la barca delle 10 che naviga sul fiume per eccellenza e in 2 ore arrivo al paese che si trova al chilometro 75. Accanto a me siedono un francese ed una tedesca ma di fare molta conversazione non ne ho voglia. Arrivati al porto scendo dalla barca e percorro la passerella. Un signore mi si avvicina e mi chiede se ho bisogno di un hotel ed io senza guardarlo in faccia e sbrigativa gli rispondo che sono già sistemata. Seguo la strada che sale verso l'ignoto verde della collina e chiedo informazioni sull'ubicazione dell'hotel Ayahuasca. Lo raggiungo e mi faccio aprire la porta dalla padrona di casa. La casa è fatta tutta in legno e attorno è circondata da un bel giardino di fiori ben curato. Appoggio lo zainetto sul mio letto a castello e vado a perlustrare il paese. Prima di tutto pranzo da Doña luz perché ho fatto una colazione misera e ho molta fame. Gusto una deliziosa zuppa di riso e un piatto di pesce con fagioli, banana fritta, riso e insalata. Un pranzo da leccarsi i baffi con una spesa di 4 dollari. Nel primo pomeriggio cammino per la cittadina osservando le case in legno graffittate, gli splendidi giardini, e la torre panoramica con vista sul bacino amazzonico ed i suoi affluenti. Decido che mi farebbe bene un riposino e sulla strada verso l'hotel mi fermo al fiume a chiedere informazioni per le gite in barca al lago Tarapoto. Si avvicina un uomo e mi chiede se ho bisogno di aiuto. Gli spiego della mia intenzione di fare un tour per avvistare gli animali del luogo e lui mi fa un'ottima offerta e mi da appuntamento alle 6 del mattino del giorno seguente. Nelle prime ore dell'alba si possono scorgere moltissimi animali. Sapete chi era il signore? Colui che mi ha fermata offrendomi alloggio quando ho attraccato al molo stamattina. Felice e soddisfatta mi rifugio nel mio hotel e mi sdraio sul mio letto. La musica meditativa che esce dagli altoparlanti della casa concilia il sonno ed io chiudo gli occhi. Sono quasi addormentata quando un signore, presumibilmente il padrone, fa irruzione nel mio dormitorio e farfuglia qualche parola di scusa. Poco dopo sbatte la porta e se ne va. Provo a riprendere sonno ma non passano nemmeno 10 minuti che il signore ritorna nella mia stanza e mi implora di aiutarlo con 2 turisti a cui hanno rubato dei soldi e che non parlano spagnolo. Scendo dal letto stropicciandomi gli occhi come una bambina e lo seguo al piano di sotto. La coppia danese mi spiega che gli sono stati rubati pesos corrispondenti a 300 dollari dalla loro stanza privata. Il padrone è molto agitato e gli propone il rimborso di 50 dollari. Loro in realtà vogliono andare alla polizia per denunciare il fatto e per ricevere il foglio certificativo della denuncia per l"assicurazione. Il padrone si innervosisce ancora di più perché dice che se la polizia viene a sapere che è successo presso di lui avrà molte gabole. I ragazzi, coppia squisita e molto accomodante, acconsentono a dire alla polizia che il furto è successo altrove. Però non possono neppure scegliere a caso un qualunque luogo di intrattenimento e calunniarlo, perciò la loro nuova versione è che sono stati derubati al parco dove c'era una festa con molta gente. Mi offro di accompagnarli al posto di polizia e di tradurre per loro. Raccontiamo la nostra versione dei fatti a 5 poliziotti differenti e la risposta è sempre la medesima: " non si puo fare una denuncia contro ignoti". Con il sesto poliziotto (Cardillo) abbiamo più fortuna e ci prepara il foglio senza dare molta importanza all'apertura del caso giudiziario. Dopo 2 ore trascorse in polizia decidiamo di andare tutti e 3 a cenare, poi al bar ed infine al karaoke. Al bar incontriamo la guida che ha accompagnato i ragazzi nella giungla la mattina e mi chiede cos'è successo. Io gli racconto brevemente del furto in camera. Il ragazzo se ne va a giocare a biliardo e lanciando un'occhiata noto che sta giocando con il poliziotto che ci ha firmato la denuncia. Le bugie hanno proprio le gambe corte... in realtà poi non entrano in merito alla questione furto e noi ce ne andiamo a cantare. Goodnight!
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