Non se ne vede la fine, nemmeno strizzando l'occhio o aiutandosi con un cannocchiale. I colori si mischiano uno con l'altro e gli strati sembrano sovrapporsi, sempre all'infinito. Sono le steppe della mongolia, sono i deserti della mongolia, sono i battiti del nostro cuore... infiniti. Nulla può finire, le possibilità sono infinite, basta crederci. I limiti li dettiamo noi perché abbiamo paura di fallire, invece dovremmo ambire più in alto, più lontano, oltre l'immaginazione. Le strade sono infinite, noi stessi lo siamo, perché siamo unici e meravigliosi. Dovremmo percorrere queste steppe nella vita e andare oltre, più in là, altrove. Dovremmo raccogliere il coraggio da terra e farne la lancia di Gengis Khan. Questo pugnale potrebbe trafiggere i nostri lati oscuri e permetterci di vincere, di salire la duna con coraggio e umiltà. Andrò a gran velocità verso la mia meta, ma fermandomi nelle yurta per assaporare ciò che la vita mi offre nelle sue soste. Il sole inonderà il mio cuore e il mio corpo come l'alba di stamattina e qualunque cosa accadrà terrò presente che dopo il buio arriva un nuovo giorno colmo di eventi e di sorprese.
Addio steppe mongole!Alla prossima!
Addio steppe mongole!Alla prossima!
Nessun commento:
Posta un commento