domenica 4 settembre 2016

La passeggiata nella foresta

La padrona della yurta ieri ci ha mostrato come accendere il fuoco in 2 nano secondi e noi ovviamente pensavamo fosse semplice... più tardi ci abbiamo messo mezzora per farlo partire. Sarà che lei ha la manina magica o siamo noi imbranati?? Durante la notte ho pensato di andare a fuoco. Martina aveva freddo e continuava a riempire la stufa di legna, mentre io stavo bruciando viva. Ho dovuto correre fuori dalla yurta, mi mancava aria. Che notte scoppiettante. Stamattina i 4 svizzerotti alle 9 sono in partenza per le steppe mongole in direzione di un discosto monastero buddista. La strada è difficoltosa ma il panorama è meraviglioso. Vediamo uccelli volare elegantemente alti nel cielo, marmotte correre da una tana all'altra, cavalli in branco, capre, mucche. La popolazione mongola è di 2 milioni circa di abitanti, mentre le bestie 41 milioni. Dopo 2 ore di viaggio arriviamo ad un punto panoramico e da li parte il sentiero nella foresta che ci conduce al monastero buddhista posto in cima ad una collina. Il punto più alto che raggiungiamo ha una vista panoramica di 360 gradi sulla vallata. Gli alberi dominano la pianura ondeggiante con il loro verde scuro, mentre il verde dei prati gli fa da contrasto. Questo parco nazionale è ben curato e molto vasto. Le colline verdi sono punteggiate di alberi e i fiumiciattoli irradiamo luce con il loro riflesso. Sulla strada del ritorno vediamo di nuovo molte mandrie, contadini a cavallo, yurta, motociclette, jeep. Ma soprattutto vediamo tanta natura. Dimostra la sua potenza e tutta la sua bellezza, la sua immensità e vastità. Stavamo per rinunciare a questi 2 giorni nel parco nazionale per via della pioggia e per fortuna siamo partiti caparbiamente. Ora siamo nella cittadina di Tsetserleg e domani dovremmo ripartire per un altro parco nazionale con laghi e vulcani. Stasera abbiamo salutato Nathalie e siamo andati a cena al ristorante. La zurighese domani prende in affitto un cavallo e se ne va in giro da sola per il parco nazionale per 10 giorni. Che coraggio. Ora nannuccia. A presto!


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