sabato 24 settembre 2016

La Cambogia rurale

Alle 4.30 la ragazza tedesca se ne va a vedere l'alba e mi sveglio. Alle 5.45 Ajmed va all'aeroporto e mi sveglio. Direi che il sonno è stato parecchio frastagliato. Il mio turno di alzarmi è alle 6.30. Alle 7 devo essere pronta all'entrata dell'ostello perché mi vengono a prendere. Il bus che ci porterà a Battambang è piccolino e colmo di turisti. Il viaggio con le sue 3 ore letteralmente vola e in un battibaleno mi trovo nella cittadina coloniale francese. Prendo un tuk tuk guidato da Bora, il quale gentilmente non perde tempo a promuovere il suo business mettendomi sulle ginocchia il libro contenente le gite fuori porta fattibili con il suo velocipide. Decido di iniziare subito con una visita a due templi khmer nel pomeriggio. Arrivata alla guesthouse mi accoglie un giovanotto gentile e sorridente. Mi posa sotto il naso una cartina della città e mi mostra i dettagli fondamentali che non potrò perdere nella visita del centro. Poi mi spiega come riconoscere i soldi americani veri da quelli falsi. Non vi ho ancora raccontato la particolarità del pagamento in Cambogia. La moneta locale è il Riel, ma ovunque vengono accettati i dollari americani. Se paghi in dollari a volte ti danno il resto in Riel (se ti va bene), altrimenti  il resto misto (un po' riel e un po' dollari. Non mi mai capitato di viaggiare in una nazione dove in tutti i posti (compresi i villaggi nelle campagne) vengono accettate monete straniere. Mi è stato detto che è cosi per facilitare gli stranieri, ma questa facile teoria non mi convince... indagherò. Mi piazzo nella mia stanza e mi rilasso mezz'oretta ascoltando musica. Ho una stanza tutta mia al prezzo che ho pagato ieri per un letto in camerata. A volte un po'di privacy fa comodo. Scendo poi al pianterreno, percorro 15 metri fino all'angolo e mi fermo a pranzare. Mi trattano tutti con una tale gentilezza da farmi emozionare! A pancia piena la mia visita pomeridiana sarà più leggero. Caspita sto.per tornare all'albergo a lavare i denti e la pioggia monsonica si fa vedere e sentire! Se sei in giro da qualche parte quando ti sorprende l'acqua, ora che trovi un riparo, sei bagnato dalla testa ai piedi! Quando partiamo con il tuk tuk la pioggia per fortuna è cessata e ci immettiamo sulla strada che ci porterà al sito khmer Banan. Si trova a 20 km da Battambang e si giunge in cima alla montagna sacra tramite una scala di pietra lunga 350 scalini. Sono partita dai piedi della scala fresca come una rosa e sono arrivata in cima sfatta come una scimmia cambogiana. Intorno al luogo sacro corrono i bimbi con il ventaglio in cerca di qualche soldo in cambio di aria fresca. È molto triste vedere queste creaturine schiavizzate dall'ignoranza degli adulti, senza una minima possibilità di andare a scuola. Scendo tutti gli scalini e risalgo sul tuk tuk. Bora mi porterà al secondo tempio percorrendo una bellissima strada sterrata colma di risaie, casette,bimbi in bicicletta, bimbi a piedi e nel fiume a fare il bagno ... Il tempio si trova in cima ad una montagna e lo vedo già da lontano. Per arrivare sull'altura devo camminare una ventina di minuti su una strada deserta. I turisti che incontro si contano sulle dita di una mano. Il sito archeologico è colmo di torrette,  stupa, santuari, statue, scimmie, scalinate e grotte. La vista da su là è meravigliosa. Quando mi appresto ad entrare nel primo tempio un bimbetto piccolo mi trotterella incontro e mi segue dentro il luogo di culto. Quando mi dirigo verso le  grotte mi segue ancora e ben presto mi allunga le braccia per farsi prendere in braccio. Mi comporto da stronza cattiva ed insensibile e ignoro la sua richiesta, ma se prendo in braccio il bambino finisce che me lo porto via. Mi volto per andarmene e lui mi segue. Sale su un muretto e mi salta in schiena come un koala. Ci scattiamo una fotografia insieme e poi veloce veloce con le lacrime agli occhi mi allontano da lui. I suoi pianti e strilli raggiungono come un tuono il mio orecchio e  lacerano il mio cuore. Mi fanno arrabbiare i genitori che gli insegnano a spillare soldi togliendogli l'innocenza e la spontaneità. La povertà gli annienta il cervello. Scendo le scalinate e vado a vedere la grotta dei  pipistrelli ,ma davanti a me vedo sempre l'immagine del dolce bimbo. I pipistrelli a miliardi escono dalla caverna a cercare cibo durante la notte e nonostante io non ami i pipistrelli devo ammettere che è un fenomeno unico e curioso. È buio e rientro in hotel con il tuk tuk. Mangio qualcosina e mi faccio una bella doccia rigenerante. Poi sul mio lettone piango quel povero bambino e tutti gli altri tesorini che sono nella sua stessa condizione.

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