lunedì 26 settembre 2016

I Cardamomi

Stamattina percorro 2 ore in taxi con altre 2 persone per arrivare a Pailin. Questa cittadina si trova a pochi chilometri dal confine con la Thailandia, di conseguenza generalmente è un luogo di passaggio. Io invece decido di venire qui a passare un pomeriggio e una notte perché ha un'incantevole vista sulle montagne circostanti, chiamate catena dei cardamomi. La catena si fa più interessante spostandosi a sud, ma non sapendo se avrò la possibilità di andarci mi godo questo magico luogo esotico colmo di palme e vegetazione tropicale. La zona non è sicura per il trekking perché è disseminata di mine inesplose del periodo della guerra (stimate da 4 a 6 milioni). Molte delle campagne cambogiane sono tuttora minate. I contadini non possono tornare alle terre. Coltivarle è impossibile, troppo pericoloso; le mine le infestano. Sono un dramma umanitario che persiste, lontano dalle guerre, a decenni di distanza. Rallentano il ritorno dei profughi e degli sfollati. Distruggono le attività economiche.
Ogni mese a quanto pare in Cambogia oltre 15 persone perdono un arto o muoiono a causa delle mine (negli anni '90 erano 300 al mese). In totale più di 40000 cambogiani hanno perso degli arti a causa delle mine e di altri esplosivi militari. Arrivata in centro di Pailin l'autista mi scarica a lato della strada e se ne va. 4 uomini si avvicinano e mi fanno il segno di seguirli che hanno la motoretta. Io faccio segno che ne ho bisogno solo uno. Salgo sulla moto e partiamo alla volta del mio resort. Ci impieghiamo una quindicina di minuti perché l'autista non conosce l'esatta ubicazione dell'hotel. Io mi godo il panorama e ne approfitto per rinfrescarmi con l'aria condizionata naturale che arriva sul mio viso. Una volta arrivati lo saluto, lo pago ed entro nella struttura. Mi accoglie un team molto gentile con un cocktail di benvenuto e dopo le info di rito mi accompagnano alla mia stanza, che è una vera bomba! È immensa, decorata con i fiorellini e con una coperta ricamata raffigurante Angkor wat. Ogni dettaglio è finemente pensato per dare alla stanza un tocco delicato, elegante e accogliente. È una tana al di fuori dal mio budget giornaliero da viaggiatrice zaino in spalla ma ogni tanto fa bene fare uno strappo alla regola. Mi aggiro per il verde resort e vado a curiosare la piscina. Mi rilasso in stanza un'oretta e nel momento in cui decido di prendere la bicicletta per esplorare i dintorni inizia a piovere in maniera torrenziale. Ripiego sul pranzo nel ristorante all'aperto e poi su una camminata nel verde. Mi perdo tra le casette dei villaggi, tra i bimbi che mi corrono incontro e mi salutano,tra i negozietti, tra la gente che mi invita a casa loro, a vedere gli animali. È un vero tuffo nella Cambogia rurale ed è una meraviglia. La popolazione è decisamente povera e deperita; non credo abbiano molte forme di sostentamento. Dopo quasi tre ore di cammino rientro al resort sudata e accaldata. Oggi ho bevuto oltre 2 litri di acqua durante la camminata. Ad ogni bancarella mi fermavo e comperavo una bottiglietta e mi facevano sempre una grande festa e non mi volevano mai lasciare andare via. Ho detto che ci ho impiegato 3 orette di cammino, ma con le varie soste sono arrivata a 5 ore. Tra l'altro... ho scoperto che le bottiglie gialle che vedo sempre esposte lungo la strada non sono limonata bensì benzina!! La serata trascorre tranquilla con una cenetta a base di insalata consumata in camera e un po'di lettura. Sono l'unica ospite del comprensorio, quindi tutti si prendono cura di me. Potrei abituarmici a questo trattamento principesco e farmi adottare tra i Cardamomi e i grilli che mi cullano il sonno. 


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