Durante la notte due nuovi ospiti sono arrivati nel "nostro appartamento" con leggiadria ma io ho il sonno leggero e mi sono svegliata. Poche ore più tardi Simon si aggirava sveglio e famelico per la stanza perché non riusciva a dormire. Ma possiamo dormire in santa pace o no?? Alle 7.30 suona la sveglia per darci il tempo di fare colazione, preparare i bagagli ed incamminarci in direzione della fermata del bus. Siamo carichi, anche se non eccessivamente, ma dobbiamo fare attenzione a non distrarci troppo perché ieri hanno tentato di rubare dal marsupio di Martina sul bus. Lei si è accorta ed ha alzato la voce spaventandoli. Il bus ci porta direttamente alla stazione chiamata "dragon terminal" dove ci attende il nostro torpedone. Siamo in netto anticipo quindi bighelloniamo per il terminale. Una signora ci avvicina e ci pubblicizza la guesthouse di sua sorella che si trova a Kharkhorin. Il nome ci suona famigliare e poco dopo ci rendiamo conto che la sera prima Bilegt ce l'aveva consigliato. Parlo con la signora della pensione e le dico che abbiamo interesse ad alloggiare da lei e lei gentilissima subito ci offre di venirci a prendere dove il bus si fermerà. Il viaggio oggi dura solo 6 ore e non ci pare vero. Durante una sosta scendiamo dal bus e una signora ci viene incontro e ci dice che ci ha riconosciuto grazie al mio cappellino colorato. È la signora che abbiamo incontrato nel deserto del Gobi che ci ha dato informazioni a proposito dei dinosauri. Sul bus insieme a noi c'è anche un ragazzo italiano che viaggia in bicicletta per un mese in Mongolia. Ha deciso di evitare di percorrere i primi 250 chilometri sul velocipide perché sono noiosi e poco interessanti. Andrà alla ricerca dei parchi nazionali pedalando 50 km al giorno. Arriviamo all'antica capitale e Gaya si sbraccia per accoglierci. Ci dà un caloroso benvenuto parlando un ottimo inglese. Ci porta alla guesthouse, ci mostra la nostra yurta e ci offre il tè di benvenuto. Dal momento in cui parla fluentemente inglese la interroghiamo sui posti che vale la pena vedere nei dintorni e sul mezzo di trasporto da utilizzare per arrivarci. Decidiamo di noleggiare un taxi con l'autista che domani ci porterà a vedere un monastero buddhista in collina e una cascata il giorno seguente. Una volta discussi i dettagli usciamo in strada e ci incamminiamo verso il monastero buddista raccolto all'interno delle mura dei 108 stupa (vedi foto). Possiamo visitarne solo il parco interno perché il monastero è già chiuso. È affascinante e l'energia buddhista si sente. Il cielo si tinge di nero, le nuvole minacciano pioggia e l'ambiente si fa ancor più surreale. Siamo i soli turisti. Finita la passeggiata nel parco andiamo sul retro delle mura a cercare la tartaruga di pietra. La troviamo e la immortaliamo. Ecco che è giunta l'ora di rientrare a casa, ce lo dice la nostra pancia che brontola. Gaya ci prepara degli ottimi involtini di verdure e poi ci rilassiamo nella nostra yurta. A risentirci fra qualche giorno!
I
I
Nessun commento:
Posta un commento