C'era una volta una principessa di nome Attomram che amava andare a passeggio con la sua cavalla bianca. Questo bellissimo animale era di origine giapponese e il suo colore era simile ad una perla. Passeggiavano insieme per la città, per le strade montagnose, andavano in vacanza, erano inseparabili. Un giorno la principessa strapazzò troppo la sua creatura angelica e dovette andare da un esperto a farla curare. Entrò nel negozio e chiese dove si trovasse il curatore della cavalla; poco dopo davanti a lei si materializzò un uomo alto e slanciato che le disse:"gentile principessa, cosa desidera?". Lei gli rispose: " potrebbe gentilmente dare un'occhiata alla mia cavalla che ha qualcosa che non va?". Lui fece il giro del negozio e andò incontro alla cavalla. La visitò, le curò il malanno e la congedò. La principessa non riusciva a togliere gli occhi di dosso a quell'uomo misterioso, il cui colore azzurro -grigio degli occhi la mandava in confusione. Voleva tuffarcisi dentro e nuotare in quella meravigliosa pozza. Vide la magia dentro di lui e fece fatica a ricomporsi. Lui nel frattempo le stava parlando ma lei non sentiva. Dopo averla richiamata più volte, la terza volta si risvegliò dal torpore dell'incontro e tentò di ascoltare il suo salvatore. "Principessa, principessa! Mi sente? Le stavo dicendo che deve trattare meglio la sua cavalla altrimenti prima o poi la lascerà a piedi!". "Scusi" rispose lei, " ha ragione". Si vergognò della sua stoltezza ma non si concentrò troppo sulle parole del bel signore. Era intenta ad analizzare i lineamenti del suo viso e ricordarli per rievocarli nei sogni futuri. Se ne andò a malincuore ma con la speranza di riaverci presto a che fare. In realtà doveva toglierselo dalla mente perché il suo principe la stava aspettando a casa. Passarono gli anni e la principessa rivide l'uomo in alcune sporadiche occasioni: sul posto di lavoro, nelle feste di paese, alle fiere, ... e spesso era in compagnia di belle donne. La principessa era convinta che avesse molte donne ma non sapeva nulla della sua vita. Voleva sapere di più, era curiosa, ma non osava chiedergli nulla. Poi per un lungo periodo di tempo la principessa dovette assentarsi e partire per luoghi lontani e non vide più né il suo principe né il suo uomo misterioso. Passò mesi e mesi pensando alla sua vita e a viverla al meglio ma i suoi pensieri volavano spesso al guaritore. C'era della chimica tra loro, una scintilla speciale e scoppiettante. Non sapeva nemmeno il suo nome. Come si chiamava? Chi era? Che storia aveva alle spalle? La principessa rientrò dal suo vagabondaggio e lo andò a trovare accompagnata dalla sua cavalla. Non era cambiato nulla, tra loro c'era sempre una forte intesa ed interessamento. I pensieri non smettevano di vorticare tra le nuvole ed i sogni. Un giorno lui le scrisse che voleva vederla e lei accettò volentieri. Il principe non era sopravvissuto alla lontananza della sua dama e aveva rinunciato al loro amore. Pertanto la principessa era curiosa e ben disposta a frequentare quest'uomo attraente e gentile. La portò a cena, ad una fiera, la conquistò con la dolcezza, modestia e con i peccati di gola. Lei ascoltò la sua voce per ore e si perse nella sua melodia. Lo vide, lo rivide, e lo rivide ancora, finché lui la prese tra le sue braccia e con le sue dolci labbra la baciò facendole toccare il paradiso con un dito. La cavalla era sempre la compagna fidata della principessa, ma la dama passava molto tempo con il suo nuovo cavaliere alato e la trascurò un po'. La principessa non aveva occhi che per lui e presto lo soprannominò il suo Angelo Custode. Passavano le giornate a ridere, a guardarsi negli occhi, a tenersi per mano, a passeggiare, a praticare attività sportive e ad amarsi. I giorni passarono, come pure i mesi. Arrivò il giorno che la principessa dovette assentarsi a lungo, di nuovo. Dovette salutare il suo Angelo custode e gli promise di tornare, gli chiese di aspettarla. Nel corso della sua assenza lui le mandava messaggi tramite uccello viaggiatore, le imbottigliava parole dolci via mare, le scriveva che la amava con la scia degli aerei. Lei lo pensava ogni momento in cui era in stato di veglia e pure quando sognava. Erano reciprocamente nei pensieri dell'altro.
I giorni e i mesi di nuovo passarono fino a che si decisero a rivedersi, in qualche parte del mondo, per potersi abbracciare forte e nel buio della notte sussurrarsi il loro profondo amore.
E vissero felici e contenti.
I giorni e i mesi di nuovo passarono fino a che si decisero a rivedersi, in qualche parte del mondo, per potersi abbracciare forte e nel buio della notte sussurrarsi il loro profondo amore.
E vissero felici e contenti.
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