Mi sveglio e realizzo dai messaggi che leggo sul telefonino che è giunto il giorno del mio compleanno. Appoggio i piedi sul pavimento, mi alzo in piedi e mi domando che tipo di giornata mi aspetta oggi. Sono in una immensa città, non conosco nessuno e il programma prevede di vagare senza sosta per la città. Non avrei mai immaginato che la giornata sarebbe stata bella ed intensa e che sarei rientrata all'ostello alle 21. Ma procediamo per gradi nel racconto della mia giornata che inizia con una colazione light in un baretto. Prendo poi il metro per alcune fermate e scendo nell'isola di Hong Kong, dirimpetto a Kawloon (dove alloggio). Mi addentro in un parco e mano a mano che salgo mi accorgo che sto piano piano percorrendo il sentiero verso il punto panoramico "the peak", da dove si gode di una splendida vista sulla metropoli circondata dalla baia. Mi fermo su una panchina ad idratarmi e a prendere un po' di aria e all'improvviso si materializza un ragazzo che mi dice che lui fotografa i piedi ma di non spaventarmi, bla bla bla. Non prende fiato e sciorina una teoria sull'importanza delle scarpe, della camminata e della postura nella salute generale della persona. Quindi non è un feticista dei piedi? Povero ragazzo, non è completamente ammattito, ha solo bisogno di cavie da fotografare per il suo lavoro di laurea. Se tutto andrà bene diventerà un mio collega. É stato un piacevole incontro. Mi rimetto in cammino e arrivo in cima. È davvero una bella vista quella che di apre dinnanzi a me. La vegetazione mi avvolge con fierezza ovunque poso gli occhi. Mi fiondo in un centro commerciale e prendo da bere. Sono disidratata e accaldata per non dire appiccicaticcia. Mi riposo, mangio qualcosa e poi mi rimetto in moto e scendo dalla montagna seguendo un nuovo sentiero che mi porta direttamente dentro il campus universitario. È immenso, non trovo la strada per uscire. Sembra un labirinto e la stessa particolarità l'ho vissuta più di una volta da quando sono arrivata. Per andare da un punto all'altro spesso devi passare in mezzo ad un centro commerciale elegante e moderno. Sembra illogico ma una volta che capisci il meccanismo tutto appare chiarissimo. I cartelli e le segnaletiche sono evidenti. Arrivo in una piazza di affari movimentata e la mia attenzione viene catturata dai tavolini rialzati con un'ottima vista sulla piazza e sui grattacieli. È arrivato il momento di concedermi un aperitivo per festeggiare il mio compleanno. Un bel cocktail, qualche stuzzichino e tanta felicità. È bello sentire gli amici tutti in un giorno, dopo 3 mesi lontana dalle chiacchiere e dagli abbracci ne sento la mancanza. Passo qualche ora al bar a guardarmi in giro e a godermi questo lusso. Poi mi incammino decisa ad attraversare la striscia di mare non con il metro come stamattina bensì con il ferry star. Mi godo l'attraversata ammirando le luci della città nel buio della notte, chiacchierando con un ragazzo che mi mostra le particolarità visive della metropoli. Sbarcata sulla terra ferma mi perdo tra gli artisti di strada: una band, un ragazzo con la chitarra, una ragazza che canta e 2 clown argentini. Gli artisti di strada sono una calamita, non riesco a staccarmene e starei ore ed ore seduta a guardarli o ad ascoltarli. Purtroppo i clown non sono stati molto fortunati dal momento in cui una ragazza, ben nota alla polizia, si è intrufolata nel mezzo del loro numero distruggendo tutto. Siamo rimasti tutti a bocca aperta. Pare che questa tizia in un'altra circostanza abbia pure morso uno dei due ragazzi argentini. Saranno anche una calamita per me ma è meglio che me la svigni prima che questa mi salti al collo come dracula succhiandomi tutto il sangue e rubamdomi il mio talismano giallo. E cosi lentamente e dolcemente la mia bella giornata volge al termine. Rientro all'ostello, appoggio il mio palloncino giallo al letto e mi lascio cullare dalle emozioni vissute fino a scivolare nel sonno.
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