venerdì 16 settembre 2016

Primo impatto

Il bagaglio ritarda molto prima di arrivare sul nastro trasportatore dell'aeroporto, ma io non ho fretta. Una volta ritirato il mio zaino mi dirigo all'uscita e una signorina molto cortese mi spiega come arrivare in centro. Io sapevo di dover prendere la metropolitana e cambiare 3 linee e invece lei mi fa notare che se prendo un bus arrivo direttamente a destinazione senza dover cambiare più volte il treno. Ottimo! Seguo il suo consiglio e in 45 minuti sono davanti al mio ostello. Trovarlo non è stato facilissimo, dal momento in cui si trova al terzo piano di un alto grattacielo senza nessuna insegna esterna indicante il nome dell'ostello. L'accoglienza è calorosa e ne sono felice. Rimango pochi minuti, il tempo di depositare il bagaglio. Recupero una mappa della città ed esco ad esplorare Hong Kong. Sono già stata qui una quindicina di anni fa, qualcosa ricordo, ma è bello poter rinfrescare la memoria vagando per le strade. Cammino fino alla punta sud di Kowloon, mangio un piatto tipicamente cinese a base di maiale in agrodolce, visito un parco e cerco una posizione strategica da cui vedere i grattacieli dell'isola di Hong Kong. Devo ammettere di essere rimasta frastornata dalla quantità di negozi di marca nei quali mi sono imbattuta; e forse anche dalla quantità di gente che ho incrociato (ero abituata alle steppe mongole deserte). Oggi sono stata bene e la città mi ha accolta bene, nonostante sia su suolo cinese! La stanchezza si fa sentire perciò rientro in ostello senza cenare e vado a letto.

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