venerdì 2 settembre 2016

Viaggiare leggeri, senza pensieri...

Prima di partire mi sono divertita a vedere l'incredulità dipinta sulle facce di alcune amiche, conoscenti, colleghe, dinnanzi alla mia risposta riguardante il contenuto del mio zaino-casa per il mio viaggio di 6 mesi. Mi guardavano stupite e mi chiedevano come si faceva a rinunciare a 4-5 paia di scarpe che si intonavano coi vestiti. Io le capisco, adoro anch'io gli abbinamenti dei colori dei vestiti e dei vari accessori, tant'è che alcune amiche tutt'ora mi prendono in giro per i miei originali accostamenti di colori che sfoggiavo alle scuole medie (scarpe fucsia, pantaloni fucsia, maglietta in parte fucsia e cerchietto fucsia. E questo valeva per tutte le tonalità di colori). E poi cos'è successo vi domanderete? È successo che nella vita quotidiana mi diverto a combinare i colori dei vestiti con le collane, gli orecchini, eccetera, ma quando sono in viaggio vale la regola dell'essenziale e della comodità. Mi porto il necessario per 10 giorni, un buon sapone e un buon gomito per lavare la biancheria. Non è sicuramente una filosofia che si impara in un colpo solo. Quando 10 anni fa sono partita per 6 mesi in Australia, viaggiavo con una valigia, dentro di essa uno zaino e alla fine dell'esperienza ho spedito la valigia a casa e ho proseguito il viaggio in Thailandia solo con lo zaino in spalla. Ora se tornassi indietro partirei solo con lo zaino.
Viaggiare leggero ti insegna molto. Ti fa sentire inizialmente meno protetta, più vulnerabile, meno in regola, e quindi più giudicata. Ma se superi questo disagio poi ti senti forte, perché non hai bisogno del vestito per apparire, probabilmente basta la tua personalità. Ti accorgi di quanto la bellezza aiuti, ma fondamentalmente non quella esterna ma quella interiore. E capisci anche che la persona più giudicante che incontri è colei che non ti lascia mai, ovvero te stessa. Siamo noi che ci creiamo le aspettative di dover essere impeccabili per piacere, di non dover mai avere un capello fuori posto. E quando viaggi invece senti come ti puzzano i vestiti e ti dici che va bene cosi. Passi davanti ad una vetrina, per caso osservi la tua figura riflessa e dici:"oh cavolo, ma che diavolo ti sei messa addosso??", e pochi metri dopo ti imbatti in una persona che ti dice:" you are beautiful". Thats life...Questa è la vita. Dovremmo cercare di essere meno bacchettoni con noi stessi, goderci la vita e fregarcene. Io ho imparato questo nel corso dei miei viaggi.
Vediamo un po... Cosa c'è di indispensabile nel mio zaino? Innanzitutto direi il mio reader e un bel quaderno per scrivere le impressioni di viaggio. Essendo in giro da sola la lettura mi fa sempre molta compagnia e non potrei rinunciarci, come non potrei rinunciare a mettere nero su bianco i miei pensieri. Poi un bel sacco a pelo, che oltre a tenermi caldo mi protegge. Quando la notte cala e realizzo di essere da sola, mi faccio piccola piccola e mi infilo nel sacco a pelo e lo chiudo; è un po' come avere un peluche. Il disinfettante per le mai è vitale, guai dimenticarselo! Una bella giacca anti pioggia per le stagioni burrascose. Le scarpe comode da trekking, le infradito per rilassarmi seduta su una panchina. Gli accessori tecnologici per ricaricare la musica, il cellulare, il computer, come pure l'adattatore della corrente. La farmacia da viaggio che mi salva la vita in ogni momento e visto che sono una persona abbastanza sana,la salva ai compagni sprovveduti che incontro sul mio cammino. Un marsupio  che contiene i documenti importanti e i soldi. La crema solare, il cappellino e gli occhiali da sole. Un asciugamano in microfibra che asciuga in fretta. Delle mollette per stendere la biancheria lavata. Dei pantaloni, delle magliette, il pullover, la giacca. La macchina fotografica.  E non dimentichiamo il coltellino svizzero, che oltre a tagliare, mi permette di fare le fantozzate alla Bridget Jones.
In fondo quando cammini per strada tra una città e l'altra ti accorgi che con te hai tutto l'occorrente, che oltre a ciò che ospiti nel tuo zaino, non serve altro. E poi ripensi alla tua casa, al tuo appartamento, alla tua stanza e ti domandi perché sono colmi di oggetti e vestiti. Com'è che siamo finiti a possedere tutto quel materiale? E aumentando il materiale, aumenta la paura e diminuisce il sorriso e la gioia. Nei paesi poveri che sto visitando non posseggono molte cose e non hanno quindi paura di perdere ciò che non hanno. Quel poco che hanno lo condividono. E noi? Noi possediamo e ci chiudiamo nel nostro guscio e guai se qualcuno tocca le nostre cose, figuriamoci poi se ce le rovina. Com'è che abbiamo deciso di condizionarci così fortemente la vita?Dopo il mio primo anno sabbatico, quando sono rientrata a casa, sono rimasta 15  minuti a fissare il contenuto del mio armadio. Ma quanti vestiti ho?? Incredula di aver vissuto una vita colma di vestiti e poi di aver viaggiato 1 anno intero con 2 stracci. In fondo per vivere bene bastano 2 indumenti, una buona attitudine,  delle belle persone con cui condividere le gioie e i dolori. Questo lo capisci viaggiando, leggendo, riflettendo, e come dice bene un pensatore :" la maniera più veloce per arrivare a te stesso è fare il giro intorno al mondo".


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