Il sole entra dalla finestra e ci scalda il viso assonnato. Non abbiamo molta voglia di alzarci, come sempre, ma il cielo azzurro senza una nuvola è molto promettente. Martina ed io ci cambiamo i vestiti, ci laviamo il viso e i denti, prepariamo il nostro bagaglio. Simon non scende dal letto neppure con un forte boato proveniente dalla stanza accanto. Lui ha la facoltà di scendere dal letto già vestito, aprire la sua valigia e infilarci dentro due oggetti, richiuderla ed essere pronto per lasciare la stanza. E tutto in 2 minuti. L'importante è farlo alzare. Ieri sera verso le 10 ci ha chiesto se volevamo uscire e andare in un bar, ma noi eravamo già in pigiama e abbiamo rifiutato la sua proposta. Lui ha deciso di uscire comunque ma alle 24 era già di ritorno perché l'ho sentito entrare in stanza. Stamattina ci racconta che ieri sera è andato in un locale a fare un giro e che ha conosciuto un tipo mongolo con cui ha "chiacchierato" per un'oretta. Simon ha comprato una bottiglietta da 3 dl di vodka e ci ha raccontato che ad un certo punto il ragazzo è scappato di corsa non tornando più. Il bernese è andato a cercarlo quando ha visto che non tornava ma non l'ha trovato. Non si capacitava di come il suo nuovo amico avesse potuto dileguarsi per un goccio di vodka. L'abbiamo etichettato come un poverino, se non fosse che dopo alcune ore il poverino si è trasformato in ladro! Simon stamattina non trova il telefono tra le sue cose, ma questa non è una novità (3 mesi fa il giorno prima di partire per il viaggio ha perso il telefonino). Lo cerca per una mezzoretta, dopodiché gli chiediamo se non ha portato il telefono con sé la sera prima. Ma lui sostiene di no. Per quale motivo quell'altro è scappato correndo? E come mai il telefono è spento? Povero Simon, per tutto il giorno non fa altro che pensare al suo telefono. Sarà una punizione per tutte le volte al giorno in cui parla di soldi? Grazie a lui sto vivendo al risparmio le ultime settimane in mongolia! Si fanno le 10 e andiamo nello stabile accanto, da un australiano, a fare colazione. È il proprietario di una bella guesthouse con un ottimo ristorante. Alle 11 ci spostiamo in centro, dove c'è il mercato, e cerchiamo un autobus che ci porti a Tariat (160 km da percorrere). Le trattative sono lunghe e difficoltose ma alla fine concludiamo l'affare con un ottimo prezzo. Perciò via a tutta birra! Alle 15 siamo già a destinazione, dove ci accoglie nella sua guesthouse una gentile signora di nome Tunga. Parla molto bene inglese perciò ne approfittiamo per chiederle informazioni e per organizzare la gita di 3 giorni al parco nazionale del lago bianco
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