Hg Certo che è stata una mattinata bella agitata! La sveglia suona alle 7 perché alle 8 dovrei essere in centro per prendere il bus e rientrare a Siem Reap. Apro la porta per uscire dal mio bungalow e trovo una sorpresa...: avevo lasciato le scarpe sullo zerbino ed una è sparita! Penso subito ad un cane nonostante in realtà ieri non ne abbia visto nessuno all'interno dell'area del resort. Ma che i cani rubino gli oggetti che trovano lo sapevo, solo che non ci ho pensato a tirate le scarpe dentro. Anche perché erano piene di terra e volevo evitare di imbrattare il bellissimo regno dove ho dormito comodamente stanotte. Allerto la reception e tutti si mobilitano come se fosse una caccia all'uomo! La scarpa è di colore nero, non aiuta, e il resort come avete visto dalle foto è una giungla. Perlustriamo la zona per un'ora buona ma senza ottenere alcun risultato. A quel punto vado dal cane e cerco di convincerlo a riportarmi la scarpa, ma probabilmente non capisce né l'italiano né l'inglese, o semplicemente se ne infischia perché fa troppo caldo e non vuole muoversi dall'ombra.
Mogia mogia mi dirigo al ristorante e chiedo pancakes per colazione. Nel frattempo chiedo informazioni al ragazzo dell'accoglienza sul mezzo di trasporto per andare a Siam Reap. Mi dice che c'è un bus alle 8.30 e me lo prenota. Devo affrettarmi a fare colazione per non perderlo, ma sono in anticipo perché lo zaino è già pronto. 10 minuti più tardi il ragazzo mi dice che purtroppo il bus è al completo. Quindi? Mi cerca un taxi ma mi dice che devo pazientare affinché l'autista trovi altri passeggeri. Non passa molto tempo che l'autista viene a prendermi. Nella mezzora seguente si ferma nei posti più remoti a raccogliere gente e merce. L'auto finalmente parte al completo con 4 passeggeri. L''autista guida "a bombazza" e al posto di rallentare nei centri abitati usa il clacson (mi sembra di essere tornata in India). Usa il telefono in maniera morbosa mentre è al volante; ma di cosa parlerà a tutta questa gente che lo chiama?? Ad un certo punto un poliziotto gli fa segno di fermarsi e lui arrivando a gran velocità deve frenare di colpo. Mentre parla con il funzionario non smette di parlare al telefono. Il funzionario sorride e lo lascia passare. Hoho! Esilarante. Viaggiamo ancora per una ventina di minuti e poi improvvisamente accosta, apre la portiera posteriore e infila dentro altre 2 persone, apre la mia anteriore e spinge dentro un ragazzo praticamente sopra di me. Io finisco sopra il cambio e mi chiedo se è totalmente impazzito! Fa un risatina, fa spallucce e riparte. Il mio spazio vitale è minato e il fatto di avere un tipo appiccicato a me in una giornata afosa mi disturba parecchio. Cerco di non pensarci e spero duri poco, non fino a destinazione mi auguro! Un'ora e mezza di sofferenza finché qualcuno scende dall'auto e lascia un sedile libero. A quanto sembra è normalissimo impignare 8 persone in un'auto, è una procedura quotidiana. Arrivo a Siem Reap esausta e sudata. Scendo dall'auto e mentre cerco l'ostello sudo ancora. Penso di non aver mai sudato così tanto in vita mia. Neppure in Messico è stato così atroce. Dopo aver depositato il mio zaino in stanza esco a bermi un succo di frutta e a mangiare qualcosa. Lungo la strada mi fermo in un negozio di sport e compro delle scarpe nike da ginnastica. Non sopporto di andare in giro con le infradito, mi destabilizzano il piede. Cerco di fare sempre attenzione alle scarpe che prendo visto il mio problema di ipersupinazione del piede; quindi opto per un buon paio di scarpe che mi evita di sforzare le ginocchia e le anche eccessivamente. Pranzo in un ristorantino messicano allegro e passo la seconda parte del pomeriggio seduta al tavolo a leggere, scrivere e ad osservare i passanti.
Mogia mogia mi dirigo al ristorante e chiedo pancakes per colazione. Nel frattempo chiedo informazioni al ragazzo dell'accoglienza sul mezzo di trasporto per andare a Siam Reap. Mi dice che c'è un bus alle 8.30 e me lo prenota. Devo affrettarmi a fare colazione per non perderlo, ma sono in anticipo perché lo zaino è già pronto. 10 minuti più tardi il ragazzo mi dice che purtroppo il bus è al completo. Quindi? Mi cerca un taxi ma mi dice che devo pazientare affinché l'autista trovi altri passeggeri. Non passa molto tempo che l'autista viene a prendermi. Nella mezzora seguente si ferma nei posti più remoti a raccogliere gente e merce. L'auto finalmente parte al completo con 4 passeggeri. L''autista guida "a bombazza" e al posto di rallentare nei centri abitati usa il clacson (mi sembra di essere tornata in India). Usa il telefono in maniera morbosa mentre è al volante; ma di cosa parlerà a tutta questa gente che lo chiama?? Ad un certo punto un poliziotto gli fa segno di fermarsi e lui arrivando a gran velocità deve frenare di colpo. Mentre parla con il funzionario non smette di parlare al telefono. Il funzionario sorride e lo lascia passare. Hoho! Esilarante. Viaggiamo ancora per una ventina di minuti e poi improvvisamente accosta, apre la portiera posteriore e infila dentro altre 2 persone, apre la mia anteriore e spinge dentro un ragazzo praticamente sopra di me. Io finisco sopra il cambio e mi chiedo se è totalmente impazzito! Fa un risatina, fa spallucce e riparte. Il mio spazio vitale è minato e il fatto di avere un tipo appiccicato a me in una giornata afosa mi disturba parecchio. Cerco di non pensarci e spero duri poco, non fino a destinazione mi auguro! Un'ora e mezza di sofferenza finché qualcuno scende dall'auto e lascia un sedile libero. A quanto sembra è normalissimo impignare 8 persone in un'auto, è una procedura quotidiana. Arrivo a Siem Reap esausta e sudata. Scendo dall'auto e mentre cerco l'ostello sudo ancora. Penso di non aver mai sudato così tanto in vita mia. Neppure in Messico è stato così atroce. Dopo aver depositato il mio zaino in stanza esco a bermi un succo di frutta e a mangiare qualcosa. Lungo la strada mi fermo in un negozio di sport e compro delle scarpe nike da ginnastica. Non sopporto di andare in giro con le infradito, mi destabilizzano il piede. Cerco di fare sempre attenzione alle scarpe che prendo visto il mio problema di ipersupinazione del piede; quindi opto per un buon paio di scarpe che mi evita di sforzare le ginocchia e le anche eccessivamente. Pranzo in un ristorantino messicano allegro e passo la seconda parte del pomeriggio seduta al tavolo a leggere, scrivere e ad osservare i passanti.
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