Ieri sera credo sia stata la prima volta in assoluto che sono arrivata in una grande città senza dare nemmeno un'occhiata alle vie prima di andare a letto. Non che io fossi stanca per il viaggio, ma mi ha fatto piacere stare in ostello. È un ambiente molto accogliente. Sono stata in terrazza a bere una bibita e a leggere un po', ma sono stata distratta più volte da dei ragazzi che non la finivano più di parlare. Volevo stare in pace a leggere ma non è stato possibile, d'altro canto non avevo voglia di rinchiudermi in camera. Di logorrea per oggi ne ho avuto a sufficienza. Non vi ho raccontato della tipa in aeroporto. Ad un certo punto, seduta nella sala d'attesa del check in mi si avvicina una signora con il tablet e mi chiede se posso mettermi a disposizione per un sondaggio sulla mia permanenza a HK. Acconsento e accende il suo ipad. Per i seguenti 10 minuti mi è sembrato che il mio cervello fosse andato in vacanza, non riuscivo a connetterlo e a dare delle risposte pertinenti, proprio perché il mio cervello era sotto pressione da parecchi stimoli uditivi e visivi. La signora parlava un discreto inglese ma con il suo accento difficile da capire, quindi la domanda dovevo leggerla sullo schermo, ma nello stesso istante in cui iniziavo a leggerla lei mi sciorinava le 32 risposte possibili e tamburellando con una penna sul ginocchio. E mi suggeriva addirittura le risposte quando io stavo ancora cercando di capire la domanda. È stato pressante ed intenso e per fortuna che l'aria era fresca altrimenti avrei sudato tante camicie. Ora capisco cosa provano gli accusati durante un interrogatorio. Nel caso mai ne dovessi avere uno chiamerò il papi al mio fianco... hehe!
Dopo il tempo trascorso in terrazza sono scesa in camera e ho avuto la fortuna di conoscere una ragazza cinese che vive in Italia. Parla un ottimo italiano vivendo a Bergamo da 12 anni ed è una persona molto gentile e sorridente. Ci siamo scambiate i numeri di telefono con il desiderio di rivederci un giorno. Stamattina mi alzo e prenoto il bus che domattina mi porterà a Siem Reap, cittadina posizionata a poca strada dal famoso Angkor Wat. E poi finalmente mi avventuro per le vie del centro di Phnom Penh. Non faccio a tempo a mettere un piede fuori dalla porta a vetri dell'ostello che 5 uomini si avvicinano scalpitanti offrendomi un tour con il tuk tuk. Io voglio solo camminare un po'per il centro, quando rientrerò in capitale dal mio giro al nord penserò a visitare i siti importanti fuori porta. Ma non desistono e mi seguono. Non sono maleducati, anzi, ma non vogliono accettare il mio rifiuto. Andiamo bene!! Proseguo imperterrita sul marciapiede e dopo qualche istante mi lasciano perdere. Si ma altri 800 tuk tuk si fermano. Ce la farò?l'unica soluzione è mettere le cuffie con la musica che però mi impediscono di percepire la magia dei suoni. Mi fermo a comprare dell'acqua, tanta acquaaaaa e mi fermo a fare colazione. Sono già le 12 e io mangio come un lupetto uova, pane e macedonia con yogurt. Proseguo il cammino verso il fiume. La città è insediata lungo il famoso fiume Mekong che a me regala ricordi magnifici dal viaggio in Thailandia. Cammino lungo il quai fino all'embarcadero dopodiché chiedo informazioni a proposito di una gita in barca al tramonto sul fiume Mekong e sulle modalità per ottenere il visto per il Vietnam. Vi sembrerà che ogni giorno vi parlo di visti, e in parte è pure vero. Ho consegnato il passaporto rossocrociato all'agenzia che in 2 giorni lavorativi sbriga le formalità al costo di 45 dollari. Nelle ore a seguire visito un tempio buddista e il palazzo reale. Ho dimenticato a casa la guida e quindi non posso leggere nulla a proposito del palazzo del re di Cambogia. Alcuni uomini si sono offerti di seguirmi in un tour guidato ma è pomeriggio, fa un caldo assurdo e non riuscirei a concentrarmi per più di 15 minuti. Passeggio all'interno del giardino osservando i vari palazzi luccicanti, il museo, le pagode, i buddha. Rientro in ostello, mi faccio una doccia fredda e preparo lo zaino per domani. Poi verso le 19 esco a mangiare una deliziosa padthai in un localino grazioso vicino all'ostello. Quando rientro sulla soglia mi aspetta Sambo con gli occhioni imploranti e mi chiede perché non prendo il suo tuk tuk per andare da qualche parte. Fa finta di disperarsi, di strapparsi i capelli e ridendo e con gli occhioni da cerbiatto mi dice:"per favore, un giorno posso portarti da qualche parte??". Voglio lavorare mi dice!vabbé un giorno lo accontenterò. Salgo in terrazza per sciallarmi al fresco ma il logorroico mi marpiona e comincia a parlare. Per fortuna sopraggiungono due ragazze inglesi e io mi defilo.
Dopo il tempo trascorso in terrazza sono scesa in camera e ho avuto la fortuna di conoscere una ragazza cinese che vive in Italia. Parla un ottimo italiano vivendo a Bergamo da 12 anni ed è una persona molto gentile e sorridente. Ci siamo scambiate i numeri di telefono con il desiderio di rivederci un giorno. Stamattina mi alzo e prenoto il bus che domattina mi porterà a Siem Reap, cittadina posizionata a poca strada dal famoso Angkor Wat. E poi finalmente mi avventuro per le vie del centro di Phnom Penh. Non faccio a tempo a mettere un piede fuori dalla porta a vetri dell'ostello che 5 uomini si avvicinano scalpitanti offrendomi un tour con il tuk tuk. Io voglio solo camminare un po'per il centro, quando rientrerò in capitale dal mio giro al nord penserò a visitare i siti importanti fuori porta. Ma non desistono e mi seguono. Non sono maleducati, anzi, ma non vogliono accettare il mio rifiuto. Andiamo bene!! Proseguo imperterrita sul marciapiede e dopo qualche istante mi lasciano perdere. Si ma altri 800 tuk tuk si fermano. Ce la farò?l'unica soluzione è mettere le cuffie con la musica che però mi impediscono di percepire la magia dei suoni. Mi fermo a comprare dell'acqua, tanta acquaaaaa e mi fermo a fare colazione. Sono già le 12 e io mangio come un lupetto uova, pane e macedonia con yogurt. Proseguo il cammino verso il fiume. La città è insediata lungo il famoso fiume Mekong che a me regala ricordi magnifici dal viaggio in Thailandia. Cammino lungo il quai fino all'embarcadero dopodiché chiedo informazioni a proposito di una gita in barca al tramonto sul fiume Mekong e sulle modalità per ottenere il visto per il Vietnam. Vi sembrerà che ogni giorno vi parlo di visti, e in parte è pure vero. Ho consegnato il passaporto rossocrociato all'agenzia che in 2 giorni lavorativi sbriga le formalità al costo di 45 dollari. Nelle ore a seguire visito un tempio buddista e il palazzo reale. Ho dimenticato a casa la guida e quindi non posso leggere nulla a proposito del palazzo del re di Cambogia. Alcuni uomini si sono offerti di seguirmi in un tour guidato ma è pomeriggio, fa un caldo assurdo e non riuscirei a concentrarmi per più di 15 minuti. Passeggio all'interno del giardino osservando i vari palazzi luccicanti, il museo, le pagode, i buddha. Rientro in ostello, mi faccio una doccia fredda e preparo lo zaino per domani. Poi verso le 19 esco a mangiare una deliziosa padthai in un localino grazioso vicino all'ostello. Quando rientro sulla soglia mi aspetta Sambo con gli occhioni imploranti e mi chiede perché non prendo il suo tuk tuk per andare da qualche parte. Fa finta di disperarsi, di strapparsi i capelli e ridendo e con gli occhioni da cerbiatto mi dice:"per favore, un giorno posso portarti da qualche parte??". Voglio lavorare mi dice!vabbé un giorno lo accontenterò. Salgo in terrazza per sciallarmi al fresco ma il logorroico mi marpiona e comincia a parlare. Per fortuna sopraggiungono due ragazze inglesi e io mi defilo.
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