Prima che i commercianti europei iniziassero ad importare oppio nel paese, Hong Kong era un oscuro avamposto dell'impero cinese. Poi arrivarono gli inglesi con la loro politica commerciale aggressiva, che all'inizio del XIX secolo presero a scambiare l'oppio con il tè, la seta e le porcellane cinesi. I tentativi da parte della Cina di sopprimere il commercio dell'oppio fornirono agli inglesi il pretesto per intraprendere un'azione militare. Nel 1841 la bandiera britannica sventola su Hong Kong, e il trattato di Nanchino sancì la cessione dell'isola alla Corona britannica. Per tutto il XX secolo HK crebbe in modo intermittente e accolse ondate di profughi cinesi. Vi fiorirono i commerci, così come la vita sociale degli inglesi residenti, ma la festa fu interrotta nel 1941 dall'esercito giapponese. La popolazione diminuì drasticamente dopo la guerra mondiale ma arrivarono nuovi profughi cinesi ad aumentare il numero di abitanti. La vittoria dei comunisti nel 1949, l'embargo dell'Onu durante la guerra di Corea e l'isolamento della Cina nei 3 decenni successivi consentì ad HK di reinventarsi una propria identità, affermandosi come uno dei porti e dei centri manifatturieri e finanziari più dinamici del mondo. Nel 1984 la Gran Bretagna acconsentì alla restituzione del territorio della colonia alla Cina, a condizione che il regime economico di libero mercato e il sistema sociale e giuridico rimanessero inalterati per 50 anni. La Cina coniò dunque lo slogan "un paese, due sistemi"( il documento di legge stabilisce che la regione gode di un alto grado di autonomia in tutti gli aspetti, tranne che nelle relazioni estere e nella difesa militare) . Nel 1997 si chiuse l'era coloniale britannica e HK divenne una Regione Amministrativa Speciale. In anni più recenti HK ha affrontato grandi tempeste: una flessione economica, l'epidemia delka SARS e una generale diffidenza nei confronti del governo.
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